sabato 15 settembre 2018

Dal 14 settembre è online il nuovo sito del Galà della Castagna d'Oro di Frabosa Sottana



E' online il nuovo sito dedicato al Galà della Castagna d'Oro di Frabosa Sottana. Questo il link:

Sono disponibili le fotogallery delle edizioni dal 2008 al 2017.

Per i post e le notizie delle edizioni precedenti consultare www.sagracastagnafrabosasottana.blogspot.it





giovedì 13 settembre 2018

Il mitico Trap (Giovanni Trapattoni) uno degli allenatori di calcio più vincenti nella storia, premiato con la castagna d'oro al Galà della Castagna di Frabosa Sottana




Giovanni Trapattoni (Cusano Milanino, 17 marzo 1939) è un ex allenatore di calcio e calciatore italiano, di ruolo centrocampista.

Noto col diminutivo di Trap e definito da Salvatore Lo Presti il tecnico più rappresentativo del calcio italiano del secondo dopoguerra, è uno dei teorici e massimi interpreti della Zona mista, schema tattico che coniuga le caratteristiche di catenaccio e calcio totale; è l'allenatore italiano più vittorioso a livello di club nonché uno dei più titolati al mondo avendo conquistato i campionati di lega d'Italia (un record di sette), Germania, Portogallo e Austria (uno a testa) per un totale di dieci titoli nazionali, facendone uno dei cinque allenatori – assieme allo jugoslavo Tomislav Ivić, all'austriaco Ernst Happel, al portoghese José Mourinho e al suo connazionale Carlo Ancelotti – capaci di vincere almeno un torneo nazionale di prima divisione in quattro paesi diversi, oltre a sette titoli ufficiali a livello internazionale che ne fanno il sesto allenatore al mondo – quarto in Europa – col maggior numero di trofei conquistati in tale categoria.

Ispirato da Nereo Rocco, che l'allenò in tre periodi diversi durante la sua quindicennale carriera agonistica al Milan nella professione di allenatore si distinse sia per la sua conoscenza strategica superiore sia per la meticolosità nei dettagli, nell'abilità nella lettura delle partite e nell'utilizzo dei cambi nonché per le notevoli abilità motivazionali verso i suoi giocatori; ottenne la maggior parte di questi allori con la Juventus, squadra che guidò ininterrottamente in un primo periodo dal 1976 al 1986, e successivamente dal 1991 al 1994, costituendo il ciclo più duraturo nella storia del calcio professionistico italiano e riuscendo a inanellare sei campionati di Serie A e due Coppe Italia, diventando al contempo il primo allenatore nella storia ad aver vinto le tre principali competizioni per club organizzate dall'Unione delle Federazioni Calcistiche Europee (UEFA) con la stessa squadra e, in seguito, tutte le manifestazioni allora gestite dalla confederazione, un'impresa mai riuscita prima nel calcio europeo. È inoltre uno dei pochi sportivi ad aver vinto la Coppa dei Campioni, la Coppa delle Coppe e la Coppa Intercontinentale sia da giocatore che da allenatore vantando, infine, il primato di affermazioni in Coppa UEFA (3), condiviso con Unai Emery.

Commissario tecnico della nazionale italiana dal 2000 al 2004, fu successivamente CT della nazionale irlandese dal 2008 al 2013, con cui sfiorò la qualificazione al campionato del mondo 2010 disputato in Sudafrica al termine di una polemica sfida contro la Francia, riuscendo in seguito a qualificarla due anni dopo al campionato d'Europa 2012 tenutosi congiuntamente in Polonia e Ucraina, traguardo raggiunto per la prima volta dai Boys in Green dal 1988.

Nel 2007 fu inserito dal quotidiano britannico Times in una lista dei cinquanta migliori allenatori della storia del calcio] e, sei anni più tardi, dall'emittente televisiva statunitense ESPN nella speciale classifica dei venti più grandi allenatori. Infine, fu introdotto nella Hall of fame del calcio italiano nella categoria allenatore italiano nel 2012.



Carriera


Giocatore


Club

Impiegato nel ruolo di mediano, ma anche difensore o terzino all'occorrenza, Trapattoni fu una colonna portante del Milan allenato dal paròn Nereo Rocco, col quale vinse quasi tutto: due scudetti, altrettante Coppe dei Campioni, una Coppa delle Coppe e una Coppa intercontinentale, oltre alla Coppa Italia 1966-1967.

Ha giocato con il Milan per 14 stagioni, collezionando 274 partite di campionato. Segnò anche uno dei 6 gol nella partita valida per l'andata dell'Intercontinentale contro il Santos, vinta dal Milan per 4 a 2. Esordì in rossonero nel 1958 in Milan-Como, ma la prima partita in Serie A la giocò a vent'anni, in SPAL-Milan (0-3) del 24 gennaio 1960.

Terminò la carriera giocando una stagione nel Varese collezionando 10 presenze.

Nazionale


Prese parte con la Nazionale ai Giochi di Roma 1960

 



Trapattoni in nazionale, in marcatura su Pelé in Italia-Brasile (3-0) del 12 maggio 1963.

Con gli azzurri ha disputato 17 partite (l'ultima contro la Danimarca nel 1964) segnando un gol in amichevole contro l'Austria. Prese parte anche alla spedizione del campionato del mondo 1962 in Cile, indossando la maglia numero 6; molto atteso a questa competizione in cui sarebbe stato il mediano titolare, dovette fare da spettatore a causa di un grave infortunio al legamento tibiale.

La sua esperienza in nazionale è legata probabilmente al ricordo di una partita tra Italia e Brasile giocata allo stadio San Siro a Milano il 12 maggio 1963, dove Trapattoni riuscì ad annullare completamente il gioco di Pelé. L'asso brasiliano chiese il cambio al 26' e al suo posto entrò Quarentinha, al quale Trapattoni si attaccò con ancor più foga. L'Italia alla fine vinse la partita 3-0 e Trapattoni si consacrò ancora di più come difensore. In realtà, ritornando su questo fatto, Pelé nel 2000 affermò che a impedirgli di giocare bene era stato un forte mal di pancia e che però dovette giocare almeno per un po' per questioni di contratto. Lo stesso Trapattoni non ha mai voluto vantarsi di quell'episodio, anzi, disse prima ancora delle dichiarazioni di Pelé che: «La verità di quel giorno è che lui era mezzo infortunato. Stanco. Io sono stato un buon calciatore, ma lasciamo stare Pelé. Quello era un marziano».

Allenatore


Gli esordi al Milan e il ciclo vittorioso alla Juventus




Trapattoni alla guida della Juventus negli anni 1980, a colloquio con Platini.

La sua carriera di allenatore cominciò, ad appena trentaquattro anni, nella squadra di cui fu bandiera da calciatore, il Milan. L'8 aprile 1974 subentrò come traghettatore a Cesare Maldini, esordendo due giorni dopo in occasione della vittoriosa semifinale di Coppa delle Coppe contro il Borussia M'gladbach (2-0); i rossoneri, sempre con Trapattoni in panchina, persero poi la finale della competizione contro il Magdeburgo, mentre chiusero il campionato al settimo posto. Il 21 maggio lasciò la guida della prima squadra a Gustavo Giagnoni, passando al ruolo di vice dello stesso per la stagione 1974-1975. Il 2 ottobre 1975 venne nuovamente richiamato alla guida della squadra, sostituendo l'esonerato Giagnoni: per il resto della stagione 1975-1976, affiancato dal suo ex allenatore Nereo Rocco quale direttore tecnico, diresse quindi in prima persona la formazione meneghina che concluse il campionato al terzo posto.

Durante l'esperienza milanista il giovane allenatore non conseguì risultati di rilievo, sicché destò una certa sorpresa quando, il 25 maggio 1976, Giampiero Boniperti lo chiamò sulla panchina della Juventus Facendo presto ricredere gli scettici, a Torino Trapattoni vivrà il suo periodo di maggior successo: vinse immediatamente lo scudetto, ottenendo nell'occasione il record di punti nei campionati italiani a 16 squadre (51 su 60, nell'epoca dei 2 punti a vittoria), assieme alla Coppa UEFA — il primo importante trionfo internazionale nella storia del club piemontese — nei dieci anni del suo primo ciclo con la squadra bianconera, Trapattoni vincerà in totale 6 scudetti, 2 Coppe Italia, 1 Coppa dei Campioni, 1 Coppa delle Coppe, 1 Coppa UEFA, 1 Supercoppa Europea e 1 Coppa Intercontinentale, diventando il primo e tuttora unico allenatore capace di conquistare tutte le maggiori competizioni confederali per club.

L'Inter e il ritorno alla Juve


Trapattoni viene portato in trionfo dai giocatori dell'Inter dopo la vittoria dello scudetto dei record; il tecnico è il più vincente nella storia del campionato italiano con 7 titoli (6 con la Juventus e 1 coi nerazzurri).

Già sul finire della stagione 1985-86 annunciò la separazione dalla Juventus, per trasferirsi all'Inter Nonostante i deludenti risultati nelle coppe, che nel 1988 portarono la dirigenza a rivedere la sua posizione, fu confermato alla guida della squadra. Nel campionato 1988-89 portò i nerazzurri a vincere il 13º scudetto della propria storia, ottenendo 58 dei 68 punti disponibili: la formazione meneghina si laureò campione nazionale con ben cinque giornate d'anticipo. L'anno seguente gli riservò un'altra eliminazione in Europa e la vittoria della Supercoppa italiana, mentre nel 1990-91 conquistò la Coppa UEFA  L'ultima partita sulla panchina interista fu il 26 maggio 1991, guidando i nerazzurri contro il Lecce nella giornata conclusiva del campionato.

Trapattoni, di ritorno alla Juventus, e Vialli posano con il trofeo della Coppa UEFA 1992-1993; con 3 successi, il tecnico è il più titolato nella storia della competizione, a pari merito con Unai Emery

Rientrò quindi alla Juventus, a un lustro dal suo primo ciclo sotto la Mole. La seconda esperienza sulla panchina bianconera fu più breve e meno gloriosa della precedente, ciononostante ebbe modo di vincere un'altra Coppa UEFA nell'edizione 1992-93: si trattò del terzo successo personale nella competizione, primato ancora resistente. Nel 1994 salutò definitivamente la società piemontese, della quale risulta il tecnico più vincente con 14 trofei conquistati.

Bayern Monaco e la parentesi di Cagliari


Nel 1994 iniziò l'esperienza in Germania alla guida del Bayern Monaco, con il quale vinse un campionato tedesco (1996-1997), la Coppa di Lega tedesca del 1997 e una Coppa di Germania (1997-1998). Nella stessa ultima stagione non riuscì a ripetere il trionfo in Bundesliga, terminando secondo dietro il Kaiserslautern che da neopromosso si era aggiudicato a sorpresa il titolo nazionale. L'esperienza teutonica fu vissuta in due periodi distinti, intervallati da un fugace ritorno in Italia alla guida del Cagliari, conclusosi con le premature dimissioni del tecnico.

Della sua seconda esperienza al Bayern Monaco, rimase celebre la conferenza stampa[ cui presenziò il 10 marzo 1998 a Monaco di Baviera, nella quale attaccava a più riprese, in un tedesco piuttosto maccheronico, i calciatori Strunz, Basler e Scholl, accusati di scarso impegno e di mancanza di professionalità.

Fiorentina


Dal 1998 al 2000 ricoprì l'incarico di allenatore della Fiorentina. Positiva fu la stagione d'esordio 1998-1999, in cui i viola tornarono dopo anni a lottare per lo scudetto, chiudendo la classifica a un terzo posto che valse la qualificazione alla Champions League; nello stesso anno la squadra giungerà alla finale di Coppa Italia, persa nel doppio confronto contro il Parma unicamente per la regola dei gol in trasferta.

Meno fortunata si rivelò la seconda e ultima annata a Firenze, con i gigliati a concludere il campionato alla settima piazza; sarà tuttavia degna di nota la cavalcata in Champions League, con la squadra toscana che supererà il turno preliminare e la prima fase a gruppi, piazzandosi dietro al Barcellona ma avanti all'Arsenal, mentre nella seconda fase a gironi arriveranno terzi dietro il Manchester United di Alex Ferguson, allora campione in carica, e il Valencia di Héctor Cúper, futuro finalista nella competizione.

Nazionale italiana


Lasciata la panchina della squadra gigliata il 6 luglio 2000 sostituì il dimissionario Dino Zoff sulla panchina dell'Italia reduce dalla finale persa agli campionato d'Europa 2000 contro la Francia, esordendo con le qualificazioni per il campionato del mondo 2002 che l'Italia superò da imbattuta. Nella fase finale, fu protagonista di un curioso episodio gettando l'acqua santa sul terreno di gioco. Sul campo, la squadra deluse però le aspettative: dopo aver superato, con qualche fatica, la fase a gironi fu eliminata dalla Corea del Sud negli ottavi di finale, seguita da numerose polemiche per l'arbitraggio dell'ecuadoriano Byron Moreno. Già prima del torneo, l'allenatore era stato bersaglio dei tifosi per la scelta di non convocare Roberto Baggio

Dopo aver superato le qualificazioni al campionato d'Europa 2004, decise di non includere Gilardino nella rosa dei 23: la competizione si rivelò un altro fallimento, con l'uscita nei gironi (favorita da un pareggio, per 2-2, tra Svezia e Danimarca). Al termine della spedizione portoghese decide di lasciare la nazionale venendo sostituito da Marcello Lippi, lo stesso tecnico che gli era succeduto sulla panchina della Juventus nel 1994.

Le esperienze in giro per l'Europa


Dopo l'addio alla nazionale, firma per il club portoghese del Benfica Nella stagione 2004-05 riporta la squadra a vincere il titolo nazionale, assente da 11 anni. Passa poi allo Stoccarda, da cui viene esonerato agli inizi del 2006.

La stagione 2006-07 lo vede allenare il Red Bull Salisburgo, con cui vince (in anticipo di 5 giornate) il campionato austriaco. Questo titolo lo rende il tecnico italiano più vincente a livello di club.

Nazionale irlandese






Trapattoni nel 2013 in veste di commissario tecnico dell'Irlanda, in panchina accanto al suo vice Tardelli.

Nel maggio 2008 assume la carica di commissario tecnico della nazionale irlandese; sceglie Marco Tardelli come vice e Liam Brady come ulteriore assistente, entrambi suoi ex giocatori nella Juventus dei primi anni 1980.

Nelle qualificazioni al campionato del mondo 2010, la nazionale irlandese è stata nello stesso girone dell'Italia, dunque il 1º aprile 2009, allo Stadio San Nicola di Bari, Trapattoni ha incontrato da avversario la squadra azzurra allenata da Marcello Lippi (partita finita 1-1); il 10 ottobre 2009, al Croke Park di Dublino, ferma nuovamente l'Italia sul 2-2 acquisendo matematicamente il secondo posto nel girone che vale gli spareggi. Tuttavia agli spareggi l'Irlanda perde contro la Francia in casa per 0-1 e viene eliminata nella gara di ritorno ai supplementari (1-1) con un gol irregolare di William Gallas su assist di Thierry Henry, il quale aveva controllato il pallone con la mano (ciò comporterà forti polemiche e una squalifica per Henry).

Nel dicembre 2010 ha accettato, insieme al suo staff, una decurtazione dello stipendio. Ciò è stato necessario per non pesare sul bilancio della federazione, ridottosi a seguito della crisi economica.

L'11 ottobre 2011 l'Irlanda si piazza al secondo posto nel gruppo B con 21 punti, dietro alla Russia, grazie all'ultima partita vinta contro l'Armenia per 2-1. I Boys in Green sono così costretti ad affrontare nuovamente i play-off, questa volta contro l'Estonia, per poter accedere alla fase finale del campionato d'Europa 2012; stavolta però gli irlandesi si impongono nettamente a Tallinn per poi pareggiare a Dublino, conquistando così, dopo 24 anni, la qualificazione all'Europeo. Nel 2011 vincono inoltre la Nations Cup battendo Galles, Irlanda del Nord e Scozia. Nella fase finale della competizione l'Irlanda è stata sorteggiata nel gruppo C insieme a Spagna, Italia e Croazia. Qui viene però sconfitta da tutte e tre le squadre. Nonostante l'eliminazione, Trapattoni viene riconfermato per altri due anni sulla panchina della nazionale.

L'11 settembre 2013, dopo due sconfitte rimediate dall'Irlanda nel girone di qualificazione al campionato del mondo 2014 contro Svezia e Austria, che compromettono il passaggio del turno, rescinde consensualmente il contratto che lo legava alla federazione irlandese.

Fuori dal campo


Già opinionista di Mediaset Premium per le partite di Champions League, per la stagione 2015-2016 è in Rai come opinionista alla Domenica Sportiva e commentatore tecnico, al fianco di Alberto Rimedio, delle partite della nazionale italiana, venendo tuttavia sostituito da Walter Zenga prima del campionato d'Europa 2016

Nel settembre 2015 esce il suo libro Non dire gatto scritto con Bruno Longhi

 

Il fuoriclasse del motocross Tony Cairoli 9 volte campione del mondo premiato al Galà della Castagna d'Oro





Antonio "Tony" Cairoli (Patti, 23 settembre 1985) è un pilota motociclistico italiano, considerato uno dei più grandi piloti di motocross di tutti i tempi, in virtù dei nove titoli mondiali conquistati (sei dei quali vinti consecutivamente tra il 2009 e il 2014), che lo pongono al secondo posto nella classifica dei piloti di motocross più vincenti della storia.




Carriera
Salito per la prima volta su una minicross a quattro anni, Antonio esordisce all'età di sette anni nel minicross, dove vince ripetutamente titoli regionali e, nel 1999, il titolo juniores. Gareggia poi in seguito in tutte le categorie successive: élite, cadetti ed Europeo85. Nel 2001 arriva alla categoria 125, dove vince il titolo regionale e nazionale cadetti. Dal 2002 esordisce nel FIM Motocross World Championship, ottenendo i suoi primi risultati importanti nel 2004, quando vince una gara (a Loket, in Repubblica Ceca) e arriva 3º in classifica finale. L'anno successivo (2005) giunge 2º nel campionato italiano 125, ma si laurea campione mondiale nella classe MX2, nonostante l'infortunio patito nel Gran premio d'Olanda sul circuito di Lierop.

Nel 2006 si classifica al secondo posto nel mondiale MX2 dietro al francese Christophe Pourcel. Sempre nel 2006 si laurea Campione Europeo SuperCross e primo assoluto negli Internazionali d'Italia nella classe MX2, nello stesso anno durante il Gran Premio delle Nazioni disputato in Inghilterra con la maglia azzurra della rappresentativa italiana, ottiene una vittoria di manche davanti ai più accreditati piloti statunitensi.

Nel 2007, Cairoli domina il mondiale dall'inizio alla fine, conquistando quasi tutte le gare in programma e vincendo il titolo con due gare d'anticipo il 19 agosto. In seguito, la sua scuderia gli chiede di partecipare a una gara del mondiale MX1 per permettere alla Yamaha di conquistare il titolo costruttori data l'assenza di Joshua Coppins per infortunio, ottiene così una vittoria nel GP del Regno Unito il 26 agosto. Al termine della stagione 2007 è convocato nella nazionale italiana al Motocross delle Nazioni in terra americana al fianco di David Philippaerts, Tony Burighel, Davide Guarneri e Salvini.

Dalla stagione 2008 la sua moto veste i colori blu Yamaha, sotto lo sponsor Red Bull. Nel corso del 2008, Cairoli si infortuna al ginocchio così termina la stagione senza poter riuscire a difendere il suo titolo di campione del mondo. Al momento dell'infortunio, avvenuto prima dell'estate, era in testa alla classifica generale.

Nel 2009 inizia la sua prima stagione in MX1, vincendo la terza gara della stagione. Si aggiudica il campionato del mondo MX1 il 30 agosto dopo la gara di Lierop nei Paesi Bassi, con una gara di anticipo sul diretto rivale Maximilian Nagl, pilota ufficiale della KTM. Subito dopo la stagione agonistica 2009 entra a far parte del team KTM con gran parte dello staff che lo ha seguito nella stagione appena conclusasi. Nel 2010 Cairoli gareggia con la nuova KTM SXF 350 nel mondiale di motocross categoria MX1.

Vince il titolo mondiale nella categoria MX1 anche nell'anno 2010 e nell'anno 2011.

Il 9 settembre 2012 Cairoli vince il suo quarto Mondiale di Motocross consecutivo nel GP di Faenza. Con questa vittoria Tony raggiunge il sesto titolo mondiale in carriera.

Il 25 agosto 2013, sull'ampio tracciato del circuito del GP d'Inghilterra, disputato a Matterley Basin, nei pressi della cittadina di Winchester (Contea di Hampshire) caratterizzato dal fondo in terra morbida e realizzato su un'area abitualmente dedita al pascolo, Antonio Cairoli conquista il suo Quinto titolo mondiale di Motocross consecutivo nella classe MX1. Con questo suo ennesimo trionfo, Tony consegue il suo settimo sigillo mondiale.

Apre il 2014 con un terzo posto nel GP del Qatar (2º in Gara 1 e 3º in Gara 2). La prima vittoria dell'anno, giunge il 9 marzo nel GP della Thailandia, nella quale vince entrambe le manche, piazzandosi davanti a Desalle e a Van Horebeek. Grazie a questo risultato, raggiunge quota 40 successi nella Classe Regina. Si ripete il 30 marzo successivo aggiudicandosi entrambe le manche, e quindi la vittoria, nel GP del Brasile. Il 13 aprile non brilla nel primo dei 2 GP italiani del Circuito Mondiale. Ad Arco di Trento non va oltre il 6º Posto nella Prima Manche ed il 4º nella Seconda. Al termine della prova si aggiudicherà "solo" il 5º Posto.

Il Campione Siciliano si concede una sontuosa rivincita la settimana seguente. Il 20 aprile, a Sevlievo, in occasione del GP di Bulgaria, centra infatti la Piazza d'Onore nella Prima Manche e trionfa nella Seconda, aggiudicandosi il Gran Premio e ribadendo la propria indiscussa Leadership in Classifica Generale. Il 4 maggio, a Valkenswaard (Paesi Bassi) nel sesto appuntamento stagionale, Tony torna a ruggire. Terzo nella prima manche (che stava dominando fino al penultimo giro, nel corso del quale doveva rallentare, complice un guasto meccanico) e primo nella seconda, si aggiudica il Gran Premio dei Paesi Bassi, incrementando sensibilmente il suo vantaggio nei confronti degli immediati inseguitori. L'11 maggio, a Tavalera de la Reina, nel corso del Gran Premio di Spagna, Settimo appuntamento del Mondiale, Tony resta in ombra in Gara 1, dove giunge sesto al traguardo, mentre in Gara 2 si aggiudica la Seconda piazza. I suoi immediati inseguitori riducono il distacco.

Il 25 maggio, a Matterley Basin, nel Gran Premio del Regno Unito (in un periodo di grande difficoltà emotiva per il Campione Siciliano, in considerazione della recente scomparsa del padre Benedetto) Tony trionfa in Gara 1 e conquista il Secondo posto in Gara 2, aggiudicandosi con questo Gran Premio, il 44º in Carriera, nella Classe Regina. Il 1º giugno, a Saint Jean d'Angely, nel Gran Premio di Francia, giunge Secondo al traguardo di Gara 1 e Terzo in Gara 2, dopo aver commesso, in entrambe le Manche, un banale errore a 2 giri dal termine, mentre era saldamente al comando. Deve quindi accontentarsi del Terzo Posto nel Nono Gran Premio della Stagione. In Classifica Generale, pur mantenendo la Leadership, è avvicinato dal più temibile tra i suoi avversari stagionali, il belga Clement Desalle.

Il 15 giugno, a Maggiora, nel corso del Decimo appuntamento del Mondiale, domina entrambe le prove del Gran Premio d'Italia, aggiudicandoselo (45º in Carriera) ed incrementando il suo vantaggio in Classifica Generale. La settimana seguente, nel Gran premio di Germania, disputato sul circuito di Teutschenthal, il Campione Siciliano si presenta in condizioni fisiche non perfette. Debilitato dall'influenza, riesce a "limitare i danni", giungendo 5º in Gara 1 e 4º in Gara 2. In Classifica Generale, il Belga Desalle, torna a "farsi sotto". Il 6 luglio, sul circuito di Uddevalla, in occasione del Gran Premio di Svezia, dodicesimo appuntamento del Mondiale,Tony ritorna alla vittoria in entrambe le Manches. È il suo 46º Gran Premio in carriera e salgono a 70 le sue affermazioni Mondiali.

Nel week end successivo, si ripete sul circuito di Hyvinkää, in Finlandia, tredicesimo appuntamento del Mondiale, aggiudicandosi sia Gara 1 che Gara 2. Il 27 luglio, a Loket, nel Gran Premio della Repubblica Ceca, quattordicesima tappa del Circuito Mondiale, si presenta al via forse un po' meno in forma del consueto e si classifica al Terzo posto nella Prima Manche mentre in Gara 2, giunge al Secondo posto, concedendo a Jeremy Van Horebeek un sorpasso ai suoi danni, all'ultimo giro, che permette al suo avversario ed immediato inseguitore in classifica generale, di aggiudicarsi il suo primo Gran Premio nel corrente Mondiale.

Il campione siciliano si rifà ampiamente la settimana seguente, a Lommel, in occasione del 15º appuntamento del Mondiale, conquistando entrambe le Gare ed ovviamente il Gran Premio del Belgio. Il 7 settembre, nel 16º Round del Mondiale, disputato nello stato di Goiânia, in Brasile, conquista il Titolo Mondiale con un'accorta gara "di conserva". Giungendo al quinto posto in Gara 1, si assicura il suo Ottavo Titolo Iridato. In Gara 2 si aggiudica il terzo gradino del podio e la medesima posizione nella Classifica finale del Gran Premio.

Durante il campionato 2015 dopo il cambio di moto, che lo ha visto passare dal modello 350 al 450 (sempre KTM SX-F) e che lo pone "alla pari" con i suoi avversari.[8] Tony paga a caro prezzo il suo presunto "debito" con la fortuna. Dopo un inizio meno brillante del consueto, proprio quando stava iniziando a recuperare, resta vittima di un infortunio che, aggravatosi, lo costringerà ad abbandonare il Mondiale.

Al termine di una lunga convalescenza, si frattura due costole in allenamento, poco prima dell'inizio del Mondiale 2016. I risultati ottenuti nelle prime Gare di quest'anno, risentono delle sue precarie condizioni fisiche. In Gara 2 a Valkenswaard (Gran Premio d'Europa) pur apparentemente saldamente in testa, è vittima di un vistoso calo fisico nel finale di gara, che non gli permette di resistere all'attacco di Romain Febvre. Seguono 3 Gran Premi in cui alterna valide prestazioni a Gare più opache. L'8 maggio, a Teutschenthal, durante il Gran Premio di Germania, Tony torna prepotentemente alla ribalta. Primo in Qualifica ed in entrambe le Manches, si aggiudica il Gran premio, senza che la sua Leadership sia mai messa in discussione. A Pietramurata, in occasione del Gran Premio del Trentino, svolto la settimana seguente, il Centauro Messinese si ripete, aggiudicandosi il suo 76º Gran Premio in carriera, con il primo posto in Gara 1 ed il secondo Posto in Gara 2.

Il 10 settembre 2017 Tony ritorna Campione del Mondo, a 3 anni di distanza dall'ultima volta, conquistando così il suo nono Titolo Iridato.

La nuotatrice dell'anno, tre ori ai Campionati Europei di Glasgow, Simona Quadarella premiata al Galà della Castagna d'Oro




Simona Quadarella (Roma, 18 dicembre 1998) è una nuotatrice italiana specializzata nello stile libero, medaglia d'oro nei 400 m, 800 m e 1500 m stile libero ai Campionati europei di Glasgow 2018; medaglia di bronzo nei 1500 m stile libero ai Campionati mondiali di Budapest 2017; medaglia d'oro nei 1500 m stile libero ai Campionati mondiali giovanili di Singapore 2015.

È bicampionessa e detentrice dei relativi record della manifestazione sulle distanze degli 800 m e dei 1500 m stile libero conseguiti all'Universiade di Taipei 2017È la prima nuotatrice italiana ad aver vinto una medaglia d'oro ai Giochi olimpici giovanili estivi di Nanchino 2014 negli 800 m stile libero.È bicampionessa ai Campionati europei giovanili di nuoto di Dordrecht 2014 negli 800 m e nei 1500 stile libero. Le sue gare sono gli 800 m e i 1500 m stile libero ma anche i 200 m e i 400 m stile libero, e i 400 m misti. È tesserata per il Gruppo Sportivo Vigili del fuoco Fiamme Rosse Circolo Canottieri Aniene ed è allenata dall'ex nuotatore olimpico Christian Minotti. È testimonial dell'Unione Nazionale Veterani dello Sport (UNVS) in qualità di Socia - Agonista.



Carriera


2006-2010


Inserita all'età di 8 anni nel Settore Agonistico della Società Polisportiva Delta Roma (piscina comunale di Ottavia) già dall'età di 6 anni nel settore preagonistico e sin dai primi mesi di vita nei Corsi di Ambientamento per neonati.

2010: gli esordi


Entra a far parte della Società Sportiva Circolo Canottieri Aniene, categoria Ragazzi, e mette subito in mostra grande carattere, tenacia agonistica e spiccata attitudine individuale al sacrificio.

Campionati mondiali di Budapest 2017


Alla prima partecipazione ai Campionati mondiali di nuoto di Budapest 2017, conquista la medaglia di bronzo nei 1500 m stile libero con il tempo di 15'53"86, decima prestazione mondiale all-time, stabilendo il nuovo record personale, migliorandolo di quasi 10 secondi rispetto al precedente nuotato al Trofeo Settecolli di Roma (16'03"55 il 23 giugno 2017). Il suo crono rappresenta anche la seconda prestazione all-time italiana, dietro solo al tempo di Alessia Filippi di 15'44"93 (ottenuto durante i Campionati mondiali di Roma 2009).

Campionati europei in vasca corta 2017


Alla prima partecipazione ai Campionati europei di nuoto in vasca corta di Copenaghen 2017, conquista la medaglia di bronzo negli 800 m stile libero con il tempo di 8'16"53, ottava prestazione mondiale stagionale, stabilendo il nuovo record personale (8'17"92 ottenuto l'11 novembre 2017). Il suo crono rappresenta anche la terza prestazione all-time italiana.

Campionati europei 2018


Alla prima partecipazione ai Campionati europei di nuoto di Glasgow 2018, conquista la medaglia d'oro negli 800 m stile libero con il tempo di 8'16"45, seconda prestazione mondiale stagionale e settima all-time, stabilendo anche il nuovo record italiano che migliora l'8'17"21 con cui Alessia Filippi, nell'era dei costumi gommati, vinse la medaglia di bronzo ai Campionati mondiali di Roma 2009.
Si ripete bissando la medaglia d'oro nei
1500 m stile libero con il tempo di 15'51"61, seconda prestazione mondiale stagionale e nona all-time, migliorando il personale di 2"25 secondi (precedente 15'53"86).
Completa la tripletta vincendo l'oro anche nei
400 m stile libero con il tempo di 4'03"35, battendo allo sprint l'ungherese Kesely

Competizioni nazionali


  • Campionati italiani estivi di nuoto 2014: bronzo nei 1500 m stile libero con 16'26"60 - Record italiano Categoria Juniores
  • Campionati italiani primaverili di nuoto 2015: argento nei 1500 m stile libero con 16'28"75
  • Campionati italiani invernali di nuoto 2015: argento negli 800 m stile libero con 8'32"32 e nei 1500 m stile libero con 16'25"72
  • Campionati italiani primaverili di nuoto 2016: oro negli 800 m stile libero con 8'28"06 - Record dei Campionati italiani di nuoto - Record italiano Categoria Cadetti[11], nei 1500 m stile libero con 16'15"39 e nella staffetta 4x200 m stile libero con 8'03"48
  • Campionati italiani invernali di nuoto 2016: oro negli 800 m stile libero con 8'28"05 e nei 1500 m stile libero con 16'10"61
  • Campionati italiani primaverili di nuoto 2017: oro negli 800 m stile libero con 8'25"08, nei 1500 m stile libero con 16'10"66 e nella staffetta 4x200 m stile libero con 8'01"21, argento nei 400 m stile libero con 4'08"16
  • Campionati italiani invernali di nuoto 2017: oro nei 400 m stile libero con 4'04"64 e negli 800 m stile libero con 8'19"34
  • Campionati italiani primaverili di nuoto 2018: oro nei 400 m stile libero con 4'06"78, negli 800 m stile libero con 8'25"82 e nei 1500 m stile libero con 15'57"66

 

Marino Bartoletti al Galà della Castagna d'Oro di Frabosa Sottana






Marino Bartoletti (Forlì, 30 gennaio 1949) è un giornalista e conduttore televisivo italiano.



Biografia


Carriera giornalistica nella carta stampata


Laureato in giurisprudenza, ha iniziato l'attività giornalistica nel 1968 al Resto del Carlino, per poi passare al Guerin Sportivo (1971), diretto da Gianni Brera. Dal 1973 al 1980 ha lavorato per il Giorno, come inviato di calcio e di motori, seguendo le maggiori manifestazioni sportive (olimpiadi, mondiali di calcio, campionati di Formula 1 e di motociclismo, etc.). Ha pubblicato tra l'altro nel 1981 il libro "Lucchinelli cavallo saggio" per Nava Editore. Dopo una parentesi al quotidiano L'Occhio di Maurizio Costanzo, nel 1982 viene assunto da Italo Cucci e diventa prima firma del Gruppo bolognese Conti Editore per le riviste Autosprint, Motosprint e Guerin Sportivo (testata di cui è diventato direttore dal 1987 al 1990 e di nuovo nel periodo 1993-94).

Nel 1997 ha fondato, e poi diretto fino al 2004, Calcio 2000 e successivamente Goal (dedicato al calcio internazionale) e Solocalcio (2005).

È stato direttore scientifico della sezione Sport dell'Enciclopedia Treccani. Nel 1989 ha ideato e curato l'Enciclopedia Panini del calcio italiano, poi ripubblicata a fascicoli dalla Gazzetta dello Sport nel 1994

Carriera giornalistica in televisione e alla radio


Ha iniziato a lavorare in televisione nella RAI conducendo Il Processo del Lunedì (1982-1983), passando poi alla prestigiosa Domenica Sportiva (1984-1985)

Per Fininvest dal 1986 ha creato le prime trasmissioni sportive del gruppo (A tutto campo, Calcio d'estate, Domenica stadio, etc). Dal 1987 al 1990 lavora nella carta stampata. Nel 1990 ritorna alla televisione, chiamato a fondare e dirigere la redazione sportiva delle reti Mediaset (1990-92). Conduce la prima edizione di Pressing (1990-91).

Nel 1993 per la RAI ha ideato il talk-show domenicale Quelli che il calcio (il programma era condotto da Fabio Fazio, ma Bartoletti era una presenza fissa in studio). Dal 1994 al 1997 Bartoletti ha diretto la Testata Giornalistica Sportiva della RAI, riportando all'Ente di Stato il Giro d'Italia, il Mondiale di Formula Uno e quello di Motociclismo. Nel 1995 ha realizzato anche il primo sito aziendale della RAI, «tgs.it».

Nel 1997 ha iniziato a dedicarsi alla radio, lanciando Vip Parade, trasmissione di musica, sport e ricordi. Nel 1999 ha guidato il gruppo di lavoro che ha allestito Radio 24 (il network radiofonico del Sole 24 Ore).

È stato, fino al 2003, direttore editoriale per le attività multimediali di Hdp-RCS. Fra il 2006 e il 2007 ha curato due cicli della “Mezzanotte” di RadioDue Rai. Dalla stagione sportiva 2007-2008 è commentatore RAI per il Giro d'Italia, la Champions League, i campionati europei e mondiali di calcio e i giochi olimpici. In particolare durante il Giro d'Italia dal 2010 ha condotto "Si Gira", trasmissione itinerante del mattino significativamente ambientata nel "Bar Toletti". Nel 2012 è stato ospite fisso nella trasmissione Rai Mattina Europei, condotta da Mario Mattioli ed ha presenziato anche nella trasmissione pre e post partita condotta da Franco Lauro.

Dal 2013 è ospite fisso della trasmissione di Marco Mazzocchi, Zona11pm su Rai Sport 1.

Ha vinto i premi più prestigiosi del giornalismo, non solo in campo sportivo. È stato membro della Commissione interministeriale per la riforma dello sport nella scuola. Fra i suoi incarichi attuali, quello di presidente dell'«Associazione italiana città ciclabili» e di consigliere di «Milanosport», la società che gestisce e promuove gli impianti sportivi di Milano. Per la sua competenza musicale è ospite fisso di numerose trasmissioni Rai come "L'Arena" e "La vita in diretta" soprattutto in occasione del Festival di Sanremo. Nel 2008 ha fatto parte della Commissione artistica che ha selezionato le canzoni partecipanti al Festival poi vinto da "Colpo di fulmine" cantato da Lola Ponce e Giò Di Tonno.

Negli ultimi tre anni ha realizzato assieme al regista Maurizio Malabruzzi molti documentari per "La storia siamo noi-Rai Edu", alcuni dei quali ("Pantani, l'uomo che sfidò gli Dei" e "Roma, la Grande Olimpiade" dedicata ai cinquant'anni dei Giochi Olimpici del 1960) hanno vinto numerosissimi e prestigiosi premi internazionali. È collaboratore fisso di Radio Kiss Kiss. Nel 2009 al "Goden Gol" di Sorrento è stato premiato come miglior giornalista sportivo dell'anno. Fra il 2010 e il 2011 ha curato assieme a Neri Marcorè gli eventi che l'Eni ha dedicato (a Venezia e a Torino) all'Unità d'Italia e in particolare agli anni sessanta (sport, cinema, musica, TV, ecc).

 

martedì 11 settembre 2018

Ecco i nomi dei grandi ospiti della kermesse frabosana


 

Comunicato Stampa

 

                                                                                             

30^ GALA’ DELLA CASTAGNA D’ORO A FRABOSA SOTTANA

 Si svelano i nomi dei grandi ospiti della kermesse frabosana 
 

         Grande fermento a Frabosa Sottana per il Trentennale del Galà della Castagna d’oro che si terrà dal 12 al 14 ottobre 2018 e che per questo illustre traguardo promette grandi sorprese.


 Ecco svelati i nomi di alcuni super ospiti che riceveranno il premio Castagna d’Oro. Oltre al mitico allenatore ed ex ct azzurro Giovanni Trapattoni, saranno a Frabosa Sottana anche il campione motociclistico Tony Cairoli, la campionessa di nuoto Simona Quadarella e il giornalista sportivo Marino Bartoletti .                        Il Galà della Castagna sarà inaugurato venerdì 12 ottobre alle 20.00 al Gala Palace con una raffinata Cena di Gala a cura dello Chef Stellato Massimo Camia (prenotazione obbligatoria entro 09.10.2018 all’Infopoint Mondolè).







            Sabato 13 ottobre alle 21.00, presso il Gala Palace, lo  spettacolo sarà condotto dallo showman Claudio Lippi che darà al pubblico l’occasione di avere un momento di celebrità con lo spettacolo live “Claudio Lippi … fra la gente”. L’anteprima della serata sarà però dedicata a “A tu per tu col Trap” una simpatica chiacchierata con Giovanni Trapattoni condotta da Marino Bartoletti.

            Domenica 14 ottobre si apre la grande giornata fieristica, caldarroste a volontà e pomeriggio di premiazioni sotto la regia di Sandro Federe con la consegna del Premio Castagna d’Oro ai super ospiti. Nelle giornate di sabato e domenica grande novità di quest’anno è lo Street Food, allestito in piazza Sacco.

Altre sorprese arricchiranno il programma della manifestazione.

 
L’evento è organizzato dall’Associazione Turistica Mondolè sotto la consueta ed esperta regia di Paolo Bruno e con il Patrocinio del Comune di Frabosa Sottana. “Anche quest’anno ci sono tutti presupposti per l’ottima riuscita della manifestazione”, ha dichiarato il sindaco Adriano Bertolino.

 











 

 

CENNI BIOGRAFICI SUGLI OSPITI

Giovanni Trapattoni detto “il Trap” è l'allenatore italiano più vittorioso a livello di Club nonché uno dei più titolati al mondo con dieci riconoscimenti nazionali e sette titoli internazionali che lo hanno portato al sesto posto della classifica mondiale allenatori. Antonio “Tony” Cairoli è considerato uno dei più grandi piloti di motocross di tutti i tempi. Nella categoria MXGP, i nove titoli mondiali conquistati lo pongono al secondo posto nella classifica dei piloti di motocross più vincenti della storia.
Marino Bartoletti vanta una lunga e proficua carriera nel giornalismo sportivo tra carta stampata,  televisione e radio. Numerosi e prestigiosi premi nel campo del giornalismo sportivo e non solo gli sono stati riconosciuti.
Simona Quadarella è una delle stelle del nuoto italiano con i 3 ori ai Campionati Europei 2018 a Glasgow nello stile libero nei 400, 800 e 1500. Bronzo ai Mondiali di Budapest nel 2017.

 

lunedì 9 ottobre 2017

Disponibile la fotogallery del Galà della Castagna d'Oro 2017





Nel menù a tendina a destra della pagina, fotogallery del Galà della Castagna d'Oro con oltre 130 immagini della manifestazione andata in scena da venerdì 6 a domenica 8 ottobre 2017